Sta diventando una prassi che ha le sembianze della normalità entrare in chiesa dopo essersi igienizzati le mani con il gel, indossare la mascherina durante tutta la celebrazione, mantenere il distanziamento fisico, astenersi dal gesto della pace, ricevere la Comunione in mano, donare un’offerta all’uscita. L’impegno dei preti è stato corale nella Penisola, sostenuto da gruppi di laici per il servizio d’accoglienza e poi per l’igienizzazione delle chiese al termine di ogni rito.
Eppure le assemblee si sono assottigliate, da noi come in tutto il Paese; le presenze alle Messe festive sono diminuite: mancano all’appello gli anziani, poi le famiglie e persino i ragazzi e i giovani, già pochi in generale prima del Covid.
Le Messe “ritrovate” sono il primo grande segnale di una ripartenza ecclesiale in Italia che avrà un ulteriore slancio a settembre con l’inizio del nuovo Anno pastorale. Dobbiamo riprendere il cammino ecclesiale con accortezza ma con decisione, ricominciando le celebrazioni dei sacramenti dell’Iniziazione cristiana, a partire dalle Prime Comunioni e dalle Cresime. Occorrerà evitare che si abbiano gruppi numerosi e, quindi, procedere suddividendo i ragazzi in più turni.
Un segnale incoraggiante è stata la risposta della carità. Tanti volontari hanno dato disponibilità di tempo, di mezzi e di risorse per la situazione di emergenza creatasi per tante famiglie della zona. Grazie ad un accordo fra Comune e Caritas diocesana, ogni settimana, un gruppo di persone ha distribuito a 50 famiglie un ricco pacco alimentare. Purtroppo per le restrizioni governative, il gruppo della San Vincenzo ha dovuto sospendere per il momento il prezioso servizio svolto da tanti anni. I più giovani della Caritas parrocchiale, subentrando, hanno distribuito in sicurezza più di 60 pacchi ogni due settimane anche in agosto. È aumentata la raccolta di generi alimentari grazie al Banco alimentare della Toscana, alla sensibilità della grande distribuzione e, soprattutto, alla generosità dei parrocchiani che hanno risposto all’appello di donare alimenti da lasciare in chiesa nelle apposite cassette. Sono state pure aiutate le comunità delle claustrali e i 100 vecchi di San Salvi.
Stiamo approntando un piano in collaborazione con il Vicariato per offrire nuovi servizi a chi è nel bisogno, potenziare il centro d’ascolto per le famiglie in necessità, sostenere gli anziani che non possono uscire di casa, ecc. Avremo bisogno della collaborazione di tutti. Una preoccupazione su tutte: come crescere nella fede comunitaria? Molti appuntamenti saranno annullati. Dovremo inventarcene altri per continuare ad essere chiesa: una comunità che vive insieme, che testimonia la presenza di Cristo risorto come suo corpo. A queste nuove sfide dovremo dare delle risposte vere e belle.
Grazie a tutti per la collaborazione e per l’aiuto che certamente saprete dare.
Don Giancarlo

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