La Quaresima è il tempo in cui, come afferma Isaia, «tu invocherai e il Signore ti risponderà; implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”. Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se offrirai il pane all’affamato, se sazierai chi è digiuno, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.» (Is. 58,4-5).
Come discepoli del Signore Gesù, viviamo la Quaresima contemplando e pregustando la pienezza del regno di Dio e, in qualche modo, anticipandolo nei rapporti giusti e buoni di ogni giorno, nella famiglia, nell’ambito del lavoro e del tempo libero, dell’impegno civile e del volontariato, nella comunità degli uomini e nella comunità cristiana. Per questo proviamo a mettere in “quarantena” il nostro uomo esteriore e a liberare quello interiore col suo cuore che ama. Un suggerimento? Dare alla nostra conversione segni concreti di amore e di liberazione verso chi è nel bisogno, riconoscendo negli “scarti umani”, prodotti da altri uomini idolatri dell’avere e del potere e dalle strutture perverse di peccato, l’immagine di Dio e il “sacramento” del Cristo. Affermava don Primo Mazzolari: «Chi ha poca carità vede pochi poveri; chi ha molta carità vede molti poveri; chi non ha nessuna carità non vede nessuno. […] Chi conosce il povero, conosce il fratello: chi vede il fratello vede Cristo, chi vede Cristo vede la vita e la sua vera poesia, perché la carità è la poesia del cielo portata sulla terra. Cristo che si fa “vedere” nel povero, che fa splendere quello che gli uomini non vogliono vedere, è anche il più grande dei poeti» (La via crucis del povero).Maria, Madre di Gesù Figlio di Dio e Madre nostra, Donna e Discepola icona della Chiesa, che segue Gesù fin sul Calvario e sta ai piedi della croce, folgorante esempio di una nuova umanità, ci aiuti e ci accompagni in questo cammino quaresimale perché possiamo giungere gioiosi e rinnovati al sepolcro vuoto, pieno adempimento delle promesse di Dio contenute nelle Scritture, vittoria dell’Amore. Buona Quaresima.

Don Giancarlo