Un grande teologo del secolo scorso scriveva: “ il cristiano del 2000 o sarà un mistico o non sarà cristiano”. Siccome la spiritualità cristiana si incarna continuamente nella realtà umana, parafrasando, si potrebbe dire oggi: il cristiano del 2000 o sarà un missionario o non sarà cristiano. I motivi che hanno spinto papa Francesco a promulgare un Mese missionario straordinario nell’ottobre 2019 sono dati dal voler riprendere con nuovo slancio la trasformazione missionaria della vita e della pastorale”; comprendere che “la nuova evangelizzazione” dei popoli di antica tradizione cristiana avviene “nell’impegno per la missione universale”; trasformare la pastorale ordinaria in “un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione”. Ce lo ricordava anni fa anche il grande Giovanni Paolo II: “la missione di Cristo redentore, affidata alla Chiesa, è ancora ben lontana dal suo compimento” e che “uno sguardo d’insieme all’umanità dimostra che tale missione è ancora agli inizi e che dobbiamo impegnarci con tutte le forze al suo servizio”. Anche noi dobbiamo riconoscere con onestà che siamo ancora agli inizi del nostro percorso per lasciarci evangelizzare da Cristo. “Il Mese missionario straordinario – conclude Papa Francesco – sia occasione di grazia intensa e feconda per promuovere iniziative e intensificare in modo particolare la preghiera – anima di ogni missione – l’annuncio del Vangelo, la riflessione biblica e teologica sulla missione, le opere di carità cristiana e le azioni concrete di collaborazione e di solidarietà tra le Chiese, così che si risvegli e mai ci venga sottratto l’entusiasmo missionario”. Don Giancarlo, parroco